martedì 10 luglio 2012

L'Ossola senza piste di atletica



http://edizioni.lastampa.it/vco/articolo/lstp/11768/

10.07.2012

DOMODOSSOLA



L'Ossola senza piste di atletica


La pista di atletica dello stadio Poscio di Villadossola

Inagibili gli impianti di Domo e Villa, i Comuni non hanno i soldi per sistemarli

RENATO BALDUCCI

Diciassette società di atletica, 1.300 tesserati, 75 dirigenti, diciotto giudici di gara. Un esercito di sportivi che in gran parte è concentrato in Ossola. Peccato però che la valle non abbia una pista di atletica agibile. Un problema che si trascina da anni, viste le condizioni degli anelli degli stadi di Domodossola e Villadossola. La denuncia arriva dal gruppo sportivo Genzianella di Ceppo Morelli, una delle società storiche dell’atletica ossolana.

Il servizio su La Stampa oggi in edicola.


martedì 3 luglio 2012

Lavori sulla linea del Sempione "I disagi ridotti al minimo"

http://edizioni.lastampa.it/vco/articolo/lstp/11229/

03.07.2012 - Domodossola


Lavori sulla linea del Sempione "I disagi ridotti al minimo"
Dall'11 agosto partono gli interventi alla galleria elicoidale di Iselle, le ferrovie svizzere assicurano i collegamenti con gli autobus

Luca Zirotti

«I disagi saranno ridotti al minimo, con le corse sostitutive in autobus e il trasbordo nelle stazioni di Domodossola e Iselle». Le ferrovie svizzere rispondono così alle preoccupazioni avanzate dal Vco in vista della chiusura imminente della galleria elicoidale di Varzo, prevista dall’11 agosto al 2 settembre per lavori di ammodernamento e messa in sicurezza.

E’ stato Marco Bacher, rappresentante delle Ferrovie federali svizzere, a rassicurare sulla gestione della chiusura nel corso di un incontro a Domodossola del tavolo provinciale per il frontalierato.
Da parte svizzera è arrivata anche una sollecitazione alla parte italiana per una collaborazione forte nella programmazione dei servizi di autobus. A Rfi sono stati sollecitati ancora interventi alla stazione di Iselle, in particolare per il miglioramento dell’impianto di illuminazione anche per garantire la sicurezza nelle ore serali.

«Faremo un sopralluogo congiunto con le ferrovie svizzere e italiane per verificare i lavori da svolgere a Iselle - spiegano gli assessori provinciali Giampaolo Blardone e Marcella Severino - intanto alle ferrovie svizzere abbiamo ribadito la necessità di risolvere il problema del sovraffollamento dei treni utilizzati dai pendolari sulla linea Domodossola-Briga. Serve un vagone in più per ogni convoglio».

Gestione ottimale del traffico supplementare grazie ai provvedimenti straordinari

http://www.news.admin.ch/dokumentation/00002/00015/?lang=it&msg-id=45265

03.07.2012

Gestione ottimale del traffico supplementare grazie ai provvedimenti straordinari

Berna, 03.07.2012 - Durante la chiusura della linea ferroviaria del San Gottardo, sulle strade attraverso le Alpi si è registrato un aumento contenuto del traffico che non ha causato ulteriori code. Le agevolazioni concesse agli autocarri dall’Ufficio federale delle strade (USTRA) hanno consentito al traffico pesante di scorrere fluidamente. Con la riapertura della linea ferroviaria l’USTRA torna al regime normale.

Durante l’interruzione della linea ferroviaria del San Gottardo in seguito alla frana verificatasi presso Gurtnellen, sui quattro valichi stradali transalpini (San Gottardo, San Bernardino, Sempione e Gran San Bernardo) sono stati rilevati in media circa 200 autocarri in più al giorno, equivalenti a un aumento di circa il cinque per cento, che ha potuto essere gestito senza problemi.La chiusura del tratto ferroviario aveva richiesto la rimozione degli impianti semaforici e l’apertura di tutte le corsie di marcia presso i cantieri sulla strada del passo del Sempione. Il blocco notturno per lavori di manutenzione nella galleria autostradale del San Gottardo era stato ridotto di due ore. In questo periodo erano inoltre state adottate regolamentazioni speciali per il trasporto di merci pericolose emanate allo scopo di assicurare ai Cantoni Ticino e Uri e alla Valle Mesolcina l’approvvigionamento di merci normalmente trasportate su rotaia (ad es. gas liquidi). La richiesta di questi trasporti è stata tuttavia limitata.Con la riapertura della linea FFS l’USTRA torna al regime  normale, il che vuol dire che in corrispondenza del cantiere sul passo del Sempione una corsia verrà di nuovo chiusa al traffico.La riduzione degli orari riservati ai lavori di manutenzione notturni, introdotta l’8 giugno dall’USTRA nella galleria autostradale del San Gottardo, ha tuttavia delle conseguenze. Affinché si possano eseguire i restanti lavori, la galleria dovrà restare chiusa per due notti supplementari, da lunedì 2 luglio a martedì 3 luglio e da martedì 3 luglio a mercoledì 4 luglio, dalle 22.15 alle 05.00.
Pubblicato da

Ufficio federale delle strade USTRA
Internet: http://www.astra.admin.ch

sabato 30 giugno 2012

In 530 corridori al Devero-Veglia trail [Rass.Stampa]

http://edizioni.lastampa.it/vco/articolo/lstp/10994/



baceno
30.06.2012 - CORSA IN MONTAGNA

In 530 corridori al Devero-Veglia trail


Il via domani alle 20,30
Cambiamenti sul percorso

VALERIA MATLI
Podisti della montagna protagonisti domani alla «Veglia-Devero trail», corsa organizzata dall’Asd Trail Running per il secondo anno consecutivo. Al via domattina dalle 8,30 dalla piana del Devero 530 concorrenti che affronteranno i due percorsi proposti dagli organizzatori: il «corto» di 17 km verso il cosiddetto «Grande Est» del Devero, e la gara lunga di 46 km che avrebbe dovuto sconfinare verso l’alpe Veglia, in Valle Divedro, e che invece ha subito dei cambiamenti dovuti a motivi di sicurezza.

«Abbiamo dovuto modificare il percorso per via di due punti ghiacciati che non hanno voluto scongelarsi», spiega Mauro Fortina della Asd Trail Running. Rimangono così inalterati i 46 km di lunghezza della gara lunga ma con il tracciato completamente modificato nella seconda parte. Dopo il giro della 17 km (Crampiolo, Sangiatto, Crampiolo, Forno), anziché andare verso l’Alpe Veglia si scenderà a Goglio per risalire verso la valle del Bondolero e proseguire verso i 2.330 del Monte Cazzola. Da qui si procederà verso l’alpe Misanco e il pian di Buscagna per poi scendere al traguardo sulla piana di Devero. Viene tagliata quindi la parte che prevedeva i passaggi al passo del Valtendra e alla Scatta d’Orogna, verso il Veglia.

sabato 9 giugno 2012

Pitture rupestri sui monti dell'Ossola [Rass.Stampa]

http://edizioni.lastampa.it/vco/articolo/lstp/9158/

mergozzo

09.06.2012 - Il caso

Pitture rupestri sui monti dell'Ossola

Il luogo del ritrovamento, per ora, resta segreto

Straordinaria scoperta del gruppo archeologico di Mergozzo

filippo ruberta'
Una  scoperta straordinaria che farà dell’Ossola il punto di riferimento più importante delle Alpi circa le testimonianze di pitture rupestri preistoriche. E’ sta fatta, ai primi di maggio, da due studiosi del Gruppo archeologico di Mergozzo, Elena Poletti e Alberto De Giuli.

Il «tesoretto» è una roccia sulla quale spicca un complesso di pitture realizzate in ocra rossa che si estendono per circa sei metri e sarebbero state realizzate, secondo una prima valutazione, tra il 5000 ed il 1200 prima di Cristo. Le pitture si trovano sotto una balma, lastra di roccia rivolta verso l’interno che fa da protezione, battezzata «la balma dei cervi». Il sito è in una posizione impervia, difficile da raggiungere, ma dal quale è possibile godere un panorama mozzafiato. Ed è forse per questo che chi l’ha individuato per primo, già due anni fa, è stato Livio Lanfranchi, un cacciatore. «Si può dire - racconta Poletti - che questa scoperta è avvenuta nell’ambito del progetto interreg Sitinet, un censimento di siti archeologici e geologici, che si sta svolgendo sotto la regia della Provincia. Stavamo facendo dei rilievi in montagna quando siamo stati avvicinati da Lanfranchi che ci ha messo al corrente di queste pitture che aveva visto».

Dopo qualche tempo i due archeologi, acompagnati dal cacciatore, sono andati sul posto. Un sito del quale, fino a quando la Sovrintendenza dei beni ambientali non troverà le modalità per proteggerlo, non verrà svelata la posizione. «E’ stato un momento di grande emozione - spiega Poletti - quando abbiamo visto queste pitture e abbiamo capito che si trattava di una cosa di portata notevole. Lo si capiva dai pigmenti mineralizzati con cui queste figure erano state disegnate. C’erano altre persone con noi. De Giuli ed io ci siamo guardati in faccia ma non ci siamo detti niente perché temevamo che si diffondesse la notizia in maniera incontrollata».

Rivela sorridendo Poletti: «Ho pensato davvero che questa sia stata la scoperta della vita. Sulle Alpi testimonianze di questa entità non ce ne sono. C’è il piccolo dipinto del cervo all’Alpe Veglia e la composizione di figure umane alla Rocca di Cavour in provincia di Torino. Ma sono poca cosa al confronto». Aggiuge l’archeologa: «Qui si tratta di 37 figure maschili e femminili che si estendono per una lunghezza di 6 metri. E’ un vero e proprio unicum per le Alpi al punto di potere accostare questo complesso alle aree di pittura rupestre dei Pirenei o del Levante Spagnolo. E proprio perché assomigliano a queste ultime fanno pensare che siano collocabili agli anni che vanno dal 5000 al 1200 prima di Cristo». Ora toccherà alla Sovrintendenza, in accordo con la Provincia, definire i percorsi che riguardano la messa in sicurezza e le modalità di fruizione del sito.